TITOLO: Zorba il greco
AUTORE: Nikos Kazantzakis
EDITORE: Crocetti Editore
ISBN: 978-8883063299
ARGOMENTO: La libertà di essere autentici
Racconta di...
L'incontro di due uomini molto diversi fra loro, di una Creta primordiale, delle grandi domande della vita...
Osservazioni...
Zorba, uno spirito libero, che smaschera e scardina ogni condizionamento. Zorba che danza, Zorba che non è schiavo della mente... mi ha ricordato Shiva, lo yogi per eccellenza, che crea mondi e li sostiene con la sua danza ma anche li distrugge. E Shiva mi ha ricordato Dioniso, che incarna la scintilla primordiale e istintuale presente in ogni essere vivente. L'ho trovata una lettura appassionante e stimolante, fonte di riflessione sulla vita e di connessioni fra culture solo apparentemente lontane.
Piccola lettura...
"“Oh, continui a fare domande! Mi è girata cosí, fratello! Cerchi l’ortografia nel culo della mugnaia. Il culo della mugnaia è la mente umana”. Avevo letto molte definizioni della mente umana; questa mi parve la più straordinaria, e mi piacque."
"Agire come se non esistesse la morte e agire avendo presente in ogni istante la morte è forse la stessa cosa; ma allora, quando me lo chiese Zorba, non lo sapevo."
"Zorba si offese; alzò la voce: “Nuova strada”, gridò, “nuovi progetti, ho smesso di ricordare le cose passate, ho smesso di chiedere quelle future; quello che succede ora, in questo momento, è ciò che m’interessa."
"Zorba scosse la testa: “No, non sei libero”, disse; “la corda a cui sei legato è un po’ piú lunga di quella degli altri uomini; questo è tutto. Tu, padrone, hai una fune lunga, vai e vieni, credi di essere libero; ma la fune non la tagli. E se non tagli la fune…”. “Un giorno la taglierò!”, dissi con ostinazione, perché le parole di Zorba toccarono una ferita aperta dentro di me e mi fecero male. “Difficile, padrone, molto difficile. Per questo ci vuole follia; follia, hai capito? Rischiare tutto! Ma tu hai cervello, e questo sarà la tua rovina. Il cervello è un droghiere, tiene i registri, annota le uscite, le entrate, i profitti, le perdite. È un bravo amministratore, non rischia mai tutto, tiene sempre qualcosa di riserva. Non taglia la fune, no! La stringe in mano, il furfante; se gli sfugge, è perduto, perduto, poveretto! Ma se non tagli la fune, mi dici che gusto ha la vita? Di camomilla, di camomillina; non di rum, che scaravolta il mondo!”."