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Gitanjali,
che significa "Offerta
di canti", è una
raccolta di poesie e canzoni
originariamente scritte in
lingua bengali da Rabindranath
Tagore (1861-1941) e da lui
stesso tradotte in inglese.
Pubblicata nel 1912 con un'introduzione
del poeta irlandese William
Butler Yeats (1865-1939),
questa piccola antologia valse
a Tagore il premio Nobel per
la letteratura nel 1913.
Tagore è uno dei grandi
maestri dell’India,
dove è considerato
un padre spirituale. Il suo
genio si esplicò in
molte forme artistiche (fu
scrittore, poeta, musicista,
pittore, saggista, filosofo).
Si impegnò in prima
persona nelle vicende politiche
dell’India, propugnando
sempre i principi della tolleranza
e dell’amore. Nel servizio
verso gli altri si dedicò
all’educazione, privilegiando
lo sviluppo dei bambini in
una dimensione di libera armonia,
di scambio reciproco fra maestro
e scolaro.
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Trovo
la poesia simile alla pittura,
alla musica, alle arti che
suggeriscono, danno spunti,
ispirano ma lasciano spazio
e libertà al lettore..... |
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La
stessa corrente di vita
Che mi scorre giù per
le vene,
notte e giorno galoppa nel
mondo
e volteggia con ritmo e misura.
E’
la stessa vita che germoglia
gioiosa attraverso la terra
nei fili infiniti dell’erba
e prorompe in onde di foglie
e di fiori.
E’
la stessa vita che si culla
nell’oceano di nascita
e morte,
nel flusso e riflusso del
mare.
Sento
le mie membra farsi belle
al tocco di questo mondo pieno
di vita.
E l’orgoglio mi viene
dal palpito
delle molte età che
mi danzano dentro
contemporaneamente nel sangue.
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